I padroni del mondo
BILDERBERG Dopo l'articolo "La lobby ha deciso", e dopo la prima puntata di Blister, alcuni miei amici - nostri lettori e radioascoltatori - mi hanno chiesto maggiori informazioni a proposito del fantomatico e riservato gruppo Bilderberg.
Li ringrazio delle domande e con questo articolo spero di soddisfare una parte delle loro curiosità a riguardo.
Sono contento di farlo pubblicamente perché questa storia riguarda da vicino - molto più vicino di quanto si possa immaginare - la vita di tutti noi. Per dirla con le parole del presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004, stiamo parlando di “un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile" che "manovra il sistema da lontano; spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli stati e si impone ai governi eletti”.
Lo dico subito, una trattazione esauriente dell'argomento non è possibile in questa sede, nè credo di esserne in grado: troppe le vicende ed i personaggi che si intrecciano durante l'ultimo mezzo secolo. Tanto che se ne potrebbero scrivere di libri, e comunque si tralascerebbe qualcosa.
E infatti molte delle notizie che leggerete sono tratte da un libro, "La vera storia del Gruppo Bilderberg" di Daniel Estulin, giornalista investigativo che ha dedicato la propria vita alle costole di questa inafferabile ed occulta organizzazione.
Proprio dal paragrafo di apertura dell’introduzione del libro di cui sopra, leggiamo:
"Sotto gli auspici della corona olandese e della famiglia Rockefeller, gli uomini più potenti del mondo s’incontrarono per la prima volta nel 1954 nel lussuoso hotel Bilderberg, nella cittadina olandese di Oosterbeck. Per un intero fine settimana discussero sul futuro del mondo. Al termine, decisero di incontrarsi una volta all’anno per scambiarsi idee ed analizzare gli affari internazionali. Si diedero il nome di Bilderberg Group. Da allora si sono radunati annualmente in hotel lussuosi qui e là per il mondo, nel tentativo di decidere il futuro dell’umanità.
Tra gli esclusivi membri di questo club troviamo Bill Clinton, Paul Wolfowitz, Henry Kissinger, David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski, Tony Blair e molti altri capi di stato, uomini d’affari, politici, banchieri e giornalisti da tutto il mondo".
Questa storia - una storia di potere - ha dunque inizio in un luogo e una data precisi, il 29 maggio del 1954 a Oosterbeek dove, su iniziativa del principe olandese Bernhard, si riuniscono le maggiori personalità del mondo politico, di quello economico, industriale e militare, ponendo le basi per la creazione di una società segreta che da quel momento si sarebbe data appuntamento almeno una volta l'anno - di solito durante un weekend - al fine di decidere i destini del mondo.
Tra i promotori del gruppo, ricordiamo - oltre al prima citato Bernhard van Lippe-Biesterfeld, già doppiogiochista durante la seconda guerra mondiale e in seguito importante uomo dell'industria petrolifera - l'economista polacco Joseph Retinger, convinto sostenitore - fin da allora - della necessità di una Europa unita, per poi arrivare ad un governo globale.
Non poteva certo mancare la benedizione della casata Rockefeller - che fu tra le prime sostenitrici finanziarie dello stato sionista di Israele (se capitate a Gerusalemme, è d'obbligo una capatina al museo omonimo) - nella persona di David Rockefeller, sui cui intrighi internazionali bisognerebbe aprire una parentesi infinita. Membro di una famiglia che, mascherandosi dietro organizzazioni umanitarie e iniziative benefiche, ha da sempre perseguito l’ambizioso intento di instaurare il cosiddetto nuovo ordine mondiale.
Una menzione d'onore va riservata all'onnipresente Henry Kissinger - autore di un memorandum intitolato "Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero", nel quale proponeva: "lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo". Di origini ebraiche (non sono antisemita, evidentemente è la realtà ad esserlo), l'ex segretario di stato degli USA ha sempre ricoperto ruoli di primo piano sia durante la sua carriera politica sia - soprattutto - dopo essersi ufficialmente ritirato a vita privata.
L'attuale presidente del gruppo è il visconte Etienne Davignon, grazie al cui appoggio - lo ricordiamo - è stato designato come futuro primo presidente europeo il fiammingo Herman Von Rompuy.
Per non farla troppo lunga:
"Le idee e la linea politica che vengono fuori dagli incontri annuali del gruppo Bilderberg sono poi usate per creare le notizie di cui si occuperanno le maggiori riviste e i gruppi editoriali del mondo. Lo scopo è quello di dare alle opinioni prevalenti dei Bilderbergers una certa attrattiva per poterle poi trasformare in politiche attuabili, e di far pressione sui capi di stato mondiali per sottometterli alle esigenze dei padroni del mondo. La cosiddetta stampa libera mondiale è alla completa mercé del gruppo e dissemina propaganda da esso concordata", sostiene Estulin.
Parliamo di personaggi che utilizzano qualsiasi mezzo - lecito o illecito - per raggiungere il proprio scopo, che è quello di soggiogare il mondo al Nuovo Ordine Mondiale o Compagnia Unica Mondiale, come preferiscono chiamarla loro: guerre, colpi di stato, omicidi, controllo delle banche, dei gruppi finanziari, delle aziende, dei media, dell’educazione, e persino della religione.
Da Eisenhower in poi, ogni presidente americano ha fatto parte del Bilderberg Group oppure del più vecchio ma parallelo Council on Foreign Relations, o comunque è stato da essi approvato. Obama non ha fatto eccezione: durante la riunione tenutasi a Chantilly in Virginia tra il 5 e l'8 giugno 2008, ha adempiuto al proprio dovere e si è recato in visita di cortesia per ricevere l'investitura ufficiale dal gruppo (McCain non ne aveva bisogno: la sua candidatura era già stata approvata da Kissinger in persona).
Ma vorrei farvi riflettere un attimo su questo aspetto: centoventicinque (125) tra primi ministri, governatori di banche centrali, presidenti di multinazionali, re e regine europei, petrolieri, dirigenti della NATO, della UE, dell’ONU si riuniscono in una cittadina di 50.000 anime (a voler esagerare) e non appare neppure un trafiletto su un giornale locale. Di solito è sufficiente - al più insignificante di questi figuri - un sospiro qualsiasi perché i liberi media si fiondino ad intervistarlo. Per non parlare poi di quando si riuniscono in gruppo, come al G8: pensate ai titoloni di prima pagina e alle aperture dei TG.
Invece nulla di nulla.
Perché i padroni del mondo non amano la pubblicità.
Sono loro - nell' assordante silenzio degli organi di informazione - a discutere, a dettare indirizzi e a fornire direttive su tematiche come "il sistema monetario", "il governo globale", "il commercio internazionale", "il petrolio e le altre fonti energetiche", "il controllo della popolazione", "la politica internazionale", "le condizioni climatiche", eccetera eccetera eccetera. E quando, decenni dopo, i progetti messi a punto in questa sede si vedono realizzati con una precisione ed una puntualità disarmante, esattamente nei tempi e nei modi auspicati, non si può fare altro che restare sconcertati.
Mezzi praticamente illimitati, assenza di qualsiasi scrupolo morale, segretezza e riservatezza totali: sono questi gli ingredienti che fanno del Bilderberg il più grosso centro di potere del pianeta.
Antonio Schiavone
www.ideesupposte.net
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