Mr Pesc

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Da Bruxelles ci fanno sapere che Massimo D'Alema non riscontra il favore dei paesi dell’est Europa per la carica di Mr Pesc (ma questi acronimi nascono di getto o sono studiati a tavolino?).

Il motivo sarebbe il suo passato nel PCI, secondo l'ambasciatore polacco Jan Tombinski. In realtà, il vero motivo è che il caro Massimo non gode dei favori della nota lobby, per alcune sue dichiarazioni che evidentemente i rappresentanti del popolo eletto non hanno dimenticato. Di sicuro non le ha dimenticate la Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera, la deputata Fiamma Nierestein che ha pubblicato su "Il Giornale" un articolo dall'eloquente titolo "Quell’amicizia con Hezbollah pesa come un macigno".
Come sappiamo, del resto, si tratta di un popolo cui la memoria non fa certo difetto.

Il seguito della vicenda ci dirà se il baffetto sarà riuscito a fugare i dubbi sulla propria persona, o se invece non sarà stato in grado di fornire sufficienti rassicurazioni di sottomissione.

Parliamoci chiaro, il Dalemone nazionale non ha mai dato alcun seguito alle chiacchiere. Nei fatti, non si è mai permesso di sfidare neppure per scherzo la supremazia di Sion. Molte delle esternazioni che gli vengono oggi rimproverate le ha rilasciate quando non ricopriva alcuna carica pubblica. Sempre stato uomo accorto, consapevole di quali argomenti è meglio evitare di affrontare per non mettere a rischio la poltrona.

Ma tutto questo non basta alla nuova inquisizione.
La sua giurisdizione vuole essere totale, non può concedersi errori di valutazione.

La nuova Europa
- di cui abbiamo recentemente e brevemente parlato - offre grandi opportunità per il raggiungimento del dominio indiscusso, anche del pensiero: la UE infatti si è già dotata di una "definizione operativa dell’antisemitismo", anticipazione dell'inserimento nel codice penale europeo di questo nuovo reato. Definizione detta "operativa" in quanto ampliata costantemente secondo le indicazioni delle "ONG ebraiche" che collaborano attivamente segnalando tutte quelle manifestazioni che - secondo loro - configurano odio antisemita. In parole spicciole, è la "sensibilità" degli ebrei a definire cosa sia antisemita: praticamente tutto.

Si tratta dunque di occasioni che non possono essere sprecate in questo modo, accettando un filopalestinese alla carica di Mr Pesc!
Si inizia così e si va a finire magari con la sezione europea dell’ADL (Anti Defamation League) che viene costretta a rettificare il suo recente annuncio di voler estendere entro il 2010 il reato di "negazionismo dell’olocausto" (già delitto penale in Francia ed in Germania) a tutti gli altri Paesi europei.

Bisogna scongiurare un siffatto grave pericolo, per diana!
La Gran Bretagna ha già messo le mani avanti per la carica di presidente del consiglio europeo: il candidato naturale a quel posto resta Tony Blair, già membro fidato dei circoli che contano.

Lascio la parola a Maurizio Blondet in proposito:
Tony Blair
"Proviamo a indovinare: gli è stato promesso questo premio per aver dato una mano alle guerre volute dai neocon e da Bush. Blair ha approvato tutte le mosse americane di questo genere. Ha approvato ed attuato con Washington le sanzioni economiche contro l’Iraq, durate dal 1990 al 2003 data dell’invasione, che hanno portato alla morte - si ritiene - di mezzo milione di bambini iracheni per malnutrizione e mancanza di cure mediche. Si è affiancato all’America in una guerra di aggressione, giustificandola con pretesti inventati (armi di distruzione di massa).

Forse qualcuno ricorderà il «Memorandum Downing Street», dove Blair, allora premier, ordinava di  «mettere più pepe» (sex-up) nei rapporti dell’intelligence britannico, che non confermavano le armi di distruzione di massa di Saddam - che non esistevano. Di conseguenza, mandò ad uccidere e morire centinaia di soldati britannici, che si macchiarono a loro volta di atrocità. [...]

Inoltre, Tony Blair è membro del Bilderberg, ed è stato messo a capo del «quartetto» che dovrebbe risolvere il problema palestinese: non avendolo risolto, ha meritato la nomina a presidente della UE. 

Blair, come ha scritto il Times, è il presidente UE «che nessuno vuole davvero», ma che i 27 capi di governo dell’Unione voteranno comunque (anche se Frattini, gliene va dato atto, ha levato qualche educata obiezione), perchè così è stato deciso.

Da chi? Dal Bilderberg, che dal 1955 elaborò per noi, a nostra insaputa, il piano per donarci l’euro, ossia con 40 anni di anticipo? O dall’altra potentissima lobby che non è il caso di nominare?

Comunque sia, Blair obbedirà al Bilderberg e alla lobby, o alle lobby più varie. Evviva il Trattato di Lisbona!"

Per dovere di cronaca, nel momento in cui scrivo sembra che le quotazioni di Blair siano un po' in ribasso, e se non dovesse farcela a conquistare l'ambito premio, salirebbero le quotazioni per la carica di Mr Pesc di un certo David Miliband, ministro degli esteri inglese. Per evitare conseguenze legali, non posso informarvi del fatto che sia ebreo, nè mettervi al corrente che spesso si reca in Israele a visitare i suoi parenti, fanatici militanti stabilitisi in una colonia ebraica illegale in Cisgiordania.

Posso però ragguagliarvi circa i suoi antenati: suo nonno, Samuel Miliband, fu esponente del comunismo polacco; suo padre, Adolphe Miliband, fu un famoso teorico marxista tanto convinto da voler essere sepolto nel cimitero di Highgate accanto alla tomba di Karl Marx.

Strano che l'ambasciatore polacco non abbia nulla da obiettare in proposito, non trovate?

Antonio Schiavone
www.ideesupposte.net


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