Schiavi inconsapevoli
LISBONA Alla fine ce l'hanno fatta.
"Dopo il raggiungimento del compromesso con la Repubblica Ceca, al fine di rimuovere l'ultimo ostacolo alla sua ratifica, il trattato di Lisbona entrerà in vigore senza dubbio dal 1 dicembre", ha dichiarato ai giornalisti il presidente francese Nicolas Sarkozy dopo il vertice UE a Bruxelles del 30 ottobre 2009.
Annuncio che trova conferma nelle dichiarazioni del 3 novembre di
Pavel Rychetsky - il presidente della corte costituzionale ceca - secondo il quale il trattato di Lisbona è conforme alla costituzione del paese.
Ovviamente non era certo possibile un diverso epilogo.
Le
lobby eurocratiche inseguono questo progetto da tempo immemore e proprio adesso, in dirittura d'arrivo, la corte costituzionale di un paese dal peso internazionale immenso come la Repubblica Ceca poteva secondo voi metter loro il bastone tra le ruote? Siamo seri, per favore.
Hanno vomitato
rabbia e disprezzo verso l'Irlanda, hanno costretto gli irlandesi a rivotare due volte lo stesso identico documento punteggiatura inclusa, hanno manipolato l'opinione pubblica con
menzogne colossali e noi siamo qui a rallegrarci insieme a
Napolitano (lo specialista delle note spese truccate) del "successo europeo". Nasce già all'insegna della democrazia questa nuova Europa, non c'è che dire.
Del resto il trattato di Lisbona non è nient'altro che quella costituzione europea (la quale, lo ricordiamo, presenta palesi contraddizioni con le principali costituzioni dei singoli paesi europei e sembra scritta apposta per le grandi lobby a danno dei cittadini) già respinta nei referendum del 2005 sia dalla Francia che dai Paesi Bassi, paesi fondatori della UE e non certo gli ultimi arrivati.
Proprio queste due bocciature convinsero i potenti a prendere un paio di accorgimenti in proposito, come l'
evitare di far votare la popolazione e il
rendere illeggibile il testo.
L'ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing:
"Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum."
Il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde:
"I primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori."
Il nostro Giuliano Amato:
"Fu deciso che il documento fosse illeggibile. Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum."
Come gli eventi hanno dimostrato, sono riusciti in entrambi gli intenti: tranne che in Irlanda, in nessun paese europeo la popolazione ha potuto votare il trattato, trasformato in una accozzaglia di migliaia di emendamenti a centinaia di regole per un totale di 2800 pagine tra note e note di note.
E proprio in queste note di note a piè di pagina sono contenute alcune interessanti novità come:
- la pena di morte in caso di guerra, di disordini, di insurrezione (riportiamo la considerazione di Maurizio Blondet: "Un intero super-diritto penale speciale viene affermato in una nota, senza alcuna definizione dei reati da punire con la pena suprema. Chi decide che i «disordini» eventuali hanno raggiunto un’intensità tale da far sospendere l’abrogazione della pena di morte? Quali tribunali la irrogheranno? Tribunali speciali, appositamente allestiti per l’emergenza? E quando una serie di proteste di massa comincerà a venire giudicata come «insurrezione», passibile di morte?");
- il definitivo esautoramento dei parlamenti (sia quello europeo - unico corpo elettivo della UE - sia quelli nazionali, chiamati solo a ratificare senza discutere ciò che decidono la Commissione e il Consiglio);
- la ri-militarizzazione del vecchio continente (ad ogni stato viene richiesto di "aumentare progressivamente le proprie capacità militari");
- la completa cessione di sovranità dei paesi membri (non esisterà più il diritto di veto in alcuna materia di alto interesse nazionale come il prelievo fiscale, il diritto penale, i trasporti, la politica energetica, la sanità pubblica, il cambiamento climatico, eccetera eccetera eccetera).
Una svolta epocale, insomma. Imposta da un ristretto gruppo di oligarchi che, zitti zitti, hanno allungato le proprie fetide zampe fino al cuore della vecchia Europa.
Salutiamo con gioia la nuova era di sudditanza nei confronti dei poteri non-eletti.
Antonio Schiavonewww.ideesupposte.net
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Commenti
del resto barnard è spesso condivisibile in quel che scrive. consiglio a tutti la lettura dell'articolo, che affronta in maniera più dettagliata di me l'argomento.
ecco il link www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139