Jesus Christ Superstar

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image CROCIFISSO

Togliere il crocifisso dalle aule scolastiche avrebbe dovuto essere un atto politico e ideologico di importanza storica per l'Italia, fondato su motivazioni ben piu pesanti di quelle individuate dalla Corte Europea ( “il crocifisso è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni”).


Il crocifisso,infatti, non è simbolo del sentimento religioso che ogni essere umano ha diritto di coltivare, piuttosto rappresenta una stretta di mano pericolosa tra Stato e Chiesa. Non è un caso che il Concordato del 29, che stabilisce l'intesa tra Governo Italiano e Pontefice sia stato firmato sotto il governo fascista di Benito Mussolini, ed è la storia ad insegnarci che i regimi totalitari fanno leva sulla religione per legittimare il proprio potere, come già facevano i sovrani che nel passato si facevano incoronare dai papi.

La decisione di eliminare la croce non vuole essere uno sfregio contro la religione e la cultura cattolica, ma un atto a favore del sapere, a favore del progresso intellettuale di noi italiani, e dello Stato italiano, che avrebbe messo finalmente al suo posto la Grande Suocera, la Madre Chiesa, e iniziato un cammino indipendente verso l'autonomia sostanziale. Queste riflessioni non sembrano sfiorare la classe politica italiana, la cui indignazione per la grave mancanza di rispetto arrecata a uno dei simboli della nostra tradizione sembra piu una questione di principio che di fede.

Insomma, Strasburgo ci difende il Parmigiano, e ci manda a casa il Nazareno?

Il Titolo di Capro Espiatorio l'Europa lo divide con altre due categorie, responsabili forse ancora maggiori: gli Atei e gli Agnostici, che hanno caldeggiato le dimissioni del Cristo, e gli immigrati, usurpatori di posti di lavoro prima, e di religione poi: è innammissibile che, ospiti che non sono altro, vogliano imporre il loro credo e spodestare il nostro!

Tante chiacchiere sulla validità della sentenza, tante parole di risentimento e di rivendicazione, ma il punto, signori e Signore, è un altro. Se non fosse nato il caso all'istituto Vittorino da Feltre di Abano Terme, mai e poi mai la politica italiana si sarebbe permessa di stuzzicare la suo eterna vicina di banco, la Chiesa, cancellando i segni della sua esistenza e della sua grandezza cosi in Cielo e cosi in Terra.

La vera rivoluzione sarebbe stata la scelta dello Stato Italiano di proclamarsi Laicista, e non di garantire formalmente la libertà di culto, continuando ad ossequiare una religione di Stato come una vecchia pratica ancestrale di cui ormai nessuno si chiede più lo scopo. In questo clima, abolire Cristo in croce dalle nostra aule è solo un gesto formale, una farsa che scatena le ire di chi usa la religione come strumento di manipolazione di massa, e dà il contentino all' Uaar e a chi aspira ad una ( possiamo ormai affermarlo con certezza ) utopica Libera Chiesa, in Libero Stato; se anche il crocifisso fosse sparito senza troppe polemiche ( molte di queste argomentate in modo offensivo contro altre culture o altri liberi pensatori ) , i bambini delle scuole elementari avrebbero continuato a seguire le loro due ore di religione cattolica, contro le tre di storia. E' facoltativa, certo, ma non è la stessa cosa, dato che è comunque parte dei nostri programmi scolastici.

Il rispetto per le religioni è sacro, perchè sacro è il rispetto della libertà di pensiero. Le religioni sono parte integrante della cultura di un popolo, e si fondano su tradizioni attraverso le quali si può risalire alle storie e alle evoluzione di ciascuno di essi. Tuttavia le scuole sono luoghi in cui si deve educare al giudizio critico, al rispetto delle opinioni, in cui si formano delle coscienze. E questo deve avvenire senza che nessun simbolo, sia esso una svastica, un cristo in croce o incarnato, debbano influenzare la possibilità che un ragazzo si confronti autonomamente con il proprio contesto. Piuttosto che l'insegnamento del culto, proporrei l'insegnamento delle culture religiose , quello sì sarebbe più formativo, e aiuterebbe i ragazzi a comprendere meglio il mondo dei loro compagni di banco stranieri. Ma sono davvero scettica a riguardo.

Il ricorso presentato a Strasburgo contro la decisione europea, fa leva sull'incostituzionalità della norma. Ricordando l'articolo 7, mi è sembrato un grave controsenso, perchè è cosi sancito:

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.

Successivamente ho ricordato che nel 1984 il Concordato è stato rimaneggiato, e , vi ho riscontrato:

“...avendo presenti, da parte della Repubblica italiana, i principi sanciti dalla sua Costituzione, e, da parte della Santa Sede, le dichiarazioni del concilio ecumenico Vaticano II circa la libertà religiosa e i rapporti fra la Chiesa e la comunità politica, nonché la nuova codificazione del diritto canonico; considerato inoltre che, in forza del secondo comma dell'art. 7 della Costituzione della Repubblica italiana, i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica sono regolati dai Patti lateranensi, i quali per altro possono essere modificati di comune accordo dalle due parti senza che ciò richieda procedimenti di revisione costituzionale;”

Ecco il cavillo. I Patti Lateranensi del Millenovecentoventinove, battono la Costituzione, entrata in vigore 19 anni dopo. Prendila come una breve vacanza Gesù, che tanto tornerai. E vedrai, tornerà tutto come prima. Ben presto ci dimenticheremo tutti del tuo periodo di assenza.

Simona Rossi
www.ideesupposte.net



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Commenti 

 
0 #11 whiteheart 2009-11-14 15:41
ma stiamo commentando una sentenza che impone di toglierli o una che impone di istituzionalizz arli?
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0 #10 Misteryboy 2009-11-14 14:55
quoto peppe, si cerca di istituzionalizz are dei simboli che appartengono alla memoria e alla morale pubblica, o almeno per chi li riconosce tali, e al momento opportuno vengono usati per fare propaganda o moralismo da quattro soldi. La cosa preoccupante è che tutto ciò riceve larghi consensi
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0 #9 whiteheart 2009-11-13 13:37
il pennello grande (o grande pennello ) può regalartelo chi ti pare... il problema è che hai a disposizione un solo colore: lo stesso del muro
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0 #8 2009-11-13 10:54
L'importante davanti ad un muro bianco è avere un pennello grande (o un grande pennello? ). Ancor più importante è che questo pennello grande (o grande pennello 8)! ) non sia fornito dalle istituzioni
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0 #7 whiteheart 2009-11-12 20:28
ragà, forse non avete capito. per me li possono pure bruciare: un muro bianco mi sembra rispecchi esattamente la società odierna o, meglio, quel che ne resta.
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0 #6 vera peste 2009-11-12 18:47
I simboli, di solito, hanno valore per chi li conosce, e riconosce.
Ma questo caso è diverso, perchè la croce, che è un 'icona per la religione cattolica, non può essere icona di uno Stato. La questione, come dice Giuseppe è istituzionale, non personale.
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+2 #5 2009-11-12 17:06
Io resto del parere, comune, che molte cose non possono essere istituzionalizz ate: tra queste anche la religione.

Per whiteheart: in realtà si ama se stessi come il prossimo
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0 #4 whiteheart 2009-11-12 13:45
ma come fate a non rendervi conto di quanto il crocifisso incida sulle giovani menti indifese di ragazzi che vanno a scuola per imparare qualcosa ed in realtà si ritrovano plagiati dall'immagine del redentore? la nostra società è tutta un inno al cattolicesimo: i ragazzi aspettano il matrimonio per fare sesso, si ama il prossimo come se stessi, i richiami sessuali espliciti sono banditi in tv, uomini e donne non divorziano, gli aborti non esistono! è ora di dire basta a tutto questo! via il crocifisso, anzi raccogliamo tutti i crocifissi d'Italia e bruciamo il simbolo della nostra schiavitù!
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+1 #3 Carlo 2009-11-12 10:06
i simboli hanno la forza di comunicare un messaggio, ma purtroppo quel messaggio non ammette repliche.
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+3 #2 2009-11-12 09:52
ciao simo, inizio facendoti i complimenti sul bell'articolo che hai scritto, hai una buona penna secondo me davvero. Per quanto riguarda la questione del crocifisso vorrei effettuare alcune considerazioni al riguardo. Premettendo che sono agnostico (definirmi ateo equivarrebbe ad avere cmq una fede opposta e speculare alla fede in un Dio) sul serio non riesco in cuor mio a capire cosa in fondo possa urtare tanto la presenza di quella croce. è chiaro che le indignazioni mosse dalla classe politica italiana fanno ancora + rabbia, dal momento in cui il valore d quella croce è difeso da chi quotidianamente la rinnega attraverso forme di illegalità, intolleranza etc...lasciamo veramente stare. Ma veramente si crede che la presenza di quella croce possa disturbare la libertà di coscienza e di sapere? CHiariamo un punto: fondamentalment e sono d'accordo con la sentenza della corte ma diciamoci la verità: ma veramente la presenza della croce limita la nostra libertà di giudizio o d critica?
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+1 #1 Carlo 2009-11-12 09:39
mala tempora currunt. la libertà in italia non esiste: c'è solo la voglia di costituire un'identità nazionale, collettiva, che lungi dall'incarnare un sentimento di solidarietà, serve soltanto a giustificare l'ostilità verso le minoranze e a rafforzare il pensiero unico razzista.
l'italia non capirà mai l'integrazione, e in più sta dimenticando la tolleranza.
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