La morte ti ha taggato

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
Condividi su Facebook!
image


Il noto sito internet ha coinvolto centinaia di milioni di persone, e in poco tempo si è trasformato in un gioco dello specchio, un ballo in maschera globale.

Proprio perché fenomeno ormai popolarissimo, questo piccolo grande colpo di genio che è il social network si espone a facili critiche: l'accostamento con la celebre visione di “1984” è tanto facile quanto banale.

Il giochino ha i suoi pregi, soddisfa l'ego di chi lo usa da bacheca di trofei, o di frasi brillanti; di chi fa sfoggio di link eruditi, o arrabbiati, o semplicemente giocosi; di chi cerca in tutti i modi di spingere in là il confine della propria vita sociale.
La condivisione di foto assolve al compito di pubblicizzare l'ottimo lavoro di estetisti, personal trainer, artisti e artigiani dell'immagine; il sesso, in facebook così come ovunque, domina sul resto.
Si ritrovano, poi, amicizie tramortite dal tempo che passa.

Ci troviamo davanti ad un'idea geniale, poche storie.

Chi si sente vincitore, esulta.
Chi si sente perdente, si sfoga.
E tutto rigorosamente in pubblico, la vita scorre nella rete manco fossimo merluzzi.

Mi ha fatto riflettere, navigando un po' nel mare di gruppi che di facebook sono un po' l'anima, trovarne uno il cui nome suggeriva una domanda: ma quando moriamo, chi ci cancella da facebook?
Ecco, davanti a questo interrogativo, ho sorriso e mi sono concesso un'umile riflessione: nel passato, la megalomania del genio suggeriva che grazie alle magnificenze compiute in terra, nell'arte o nell'esercizio del potere, la fama avrebbe sconfitto la morte rendendo eterno il santo, l'eroe, il riccastro e il ribelle mai domo.
Il vangelo, per bocca soprattutto dei suoi studiosi, collega la vita eterna alle virtù cristiane che dovrebbero alimentare gli animi più o meno nobili dei figli di dio, quale massimo dono che l'umanità potrebbe mai conoscere.

Il ventunesimo secolo, con molta più semplicità ha concepito l'account: facebook così ha vinto la morte.
Dovesse morire domani, il sottoscritto rischierebbe di risultare ancora se stesso e vivente: il vecchio amico che non sento da tempo, trovando il mio nome tra gli utenti registrati, penserebbe che si, Carlo è ancora tra noi, studia, suona, insomma vive.
Invece, paradossalmente, potrei trovarmi già da tempo qualche metro sotto terra. La mia identità mi sopravviverebbe, ben oltre l'angusto confine della memorie dei miei cari.
La morte, senza log-out, esiste di meno.

Ancora una volta, ringraziamo internet, che oltre ad averci illusi d'essere tutti uguali, di poterci esprimere in libertà, di poter fare quel che nella strada non ci è concesso, adesso provvede addirittura a regalarci l'immortalità.

Cose che nemmeno Gesù, insomma...

Carlo Antonio Burattini
Idee Supposte


CONDIVIDI supPOSTa
Digg! Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News Google! Live! Facebook! StumbleUpon! TwitThis Joomla Free PHP

Commenti 

 
0 #9 P@ino 2009-11-02 22:32
D'accordo con tutti voi, ma aggiungo a quel che precedentemente detto da MisteryBoy: e se un giorno fosse possibile proiettare il proprio alter-ego virtuale direttamente nel mondo reale? Creare un "Backup" delle proprie emozioni, dei propri sentimenti, della propria personalità, capace di sostituire l'originale post-mortem?Altro che sopravvivere su fb...
Citazione
 
 
0 #8 Misteryboy 2009-11-01 22:51
concordo con vera peste, FB è usato per modificare o creare addirittura un immagine di se che non si possiede, e più usi questo mezzo, attraverso i suoi miliardi di link e gruppiminkia, più "i tuoi amici" si convincono che quella sia la tua vera vita. Immaginate se si potesse morire su facebook, se la gente potesse commentare il tuo "ultimo stato"...
non ci sarebbero più funerali...
Citazione
 
 
0 #7 Effe 2009-11-01 14:10
Concordo con te Carlo, il desiderio di essere immortali è sempre stato presente nell'essere umano. E Fb può essere un' ottimo modo di raggiungere l'immortalità subito;) ... anche se stimo molto di più l'"immortalità vecchio stile"...cioè, secondo me c'è davvero bisogno di compiere qualcosa di grande per essere ricordati in eterno... l'idea che basti iscriversi ad un social network per ottenere "l'immortalità" secondo me, sminuisce il concetto stesso di "immortalità" come ritenuta dagli antichi... sarà che come specie stiamo davvero cadendo in basso... bah...
Citazione
 
 
0 #6 2009-11-01 12:30
we carlo avevo scritto un bel commento... mannagghia che non è uscito!!! cmq m riferivo al fatto che la virtualità sta prendendo il sopravvento sulla realtà e che viviamo sempre più in una realtà "liquida".... Bauman docet
Citazione
 
 
0 #5 vera peste 2009-11-01 10:54
a volte è rassicurante sapere di scegliere quella sbagliata. Ma chi è senza "peccato" ....
Citazione
 
 
0 #4 Carlo 2009-11-01 10:52
non stai generalizzando! ma almeno quando qualcuno si "forma" su un libro, è possibile discutere partendo dal libro; se ci si forma su un paio di scarpe...la cosa si complica.
Cmq, spesso si confonde la libertà di scelta con la possibilità di scegliere tra 5 diverse marche di calzature.
Citazione
 
 
0 #3 vera peste 2009-11-01 10:48
per me questo desiderio è animato dalla stessa necessità che spinge la gente a comprarsi certi tipi di scarpe, o a leggere un certo tipo di libri, o ad assumere un certo tipo di comportamenti. Il problema è che si sono formati dei "ruoli" sociali basati su basi fittizie, vacue. Ciò che fai, o quello che sei, a volte è una vera e propria "tessera" per accedere a un tipo di modo di vivere. Tu che ne pensi, sto generalizzando troppo?
Citazione
 
 
0 #2 Carlo 2009-11-01 10:42
la cosa triste, per quel che mi riguarda, è il desiderio, la necessità di essere immortali...
Citazione
 
 
0 #1 vera peste 2009-11-01 10:40
Tutto ciò che non compare su Internet, non esiste. Tutto ciò che non esiste, ha un senso solo se appare in Internet. Sulla rete possiamo costruire l'illusione di una vita che sia come la sognamo: ammirata, invidiata, impegnata. Tutto questo però non è nato con Facebook. Questo social network amplifica e fa degenerare un comportamento che germinava chissà da quanto. Anche io uso FB, ma lo sai? se io vivessi o morissi (grat) pochi dei miei contatti se ne accorgerebbero: sul mio profilo non pubblico frasi di Moccia, nè di Vasco, non tifo nessuna squadra di calcio, e non pubblico le foto di bambini morti di fame intimando di condividere "se no sei un mostro".... Non importa quanti contatti tu abbia, non basta avere FB per essere immortale, devi anche saperlo usare.
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna