"La pulizia etnica della Palestina"

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image ILAN PAPPÉ


Aver letto il prezioso “La pulizia etnica della Palestina”, firmato dallo storico Ilan Pappé, significa obbligarsi a raccontarlo, o quanto meno a consigliarlo: perché esso svela un segreto, ovvero che la differenza tra vittima e carnefice è fatta essenzialmente dal verso in cui è orientato il coltello.

 

Tante le parole chiave della vicenda: Nakba, Piano Dalet, Piano Aleph, Irgun, Haganà, Brigata Stern.

Sono nomi che la storia ha tralasciato, corrotta com'è dall'egemonia dei poteri forti, ma grazie a questa pubblicazione, edita da Fazi Editore, compaiono all'orizzonte della coscienza collettiva, e chiedono di essere approfondite e comprese. La vecchia contrapposizione bene-male che da decenni induce il senso comune a riconoscere negli Ebrei solo la vittima e mai il boia si arrende dinnanzi alla testimonianza storica contenuta nel racconto di Pappé: non esistono colpe e meriti collettivi, ogni responsabilità va considerata per quella che è, nonché puntualmente attribuita ai colpevoli, senza pregiudizi in nessun senso.

Attraverso le 364 pagine di questo libro, si scava nei documenti, nei diari di Ben Gurion, nei documenti di guerra della nascente Israele, fino a trovare le radici del presente: la violenza che stritola il popolo palestinese non è solo cronaca ed attualità, ma realtà storica radicata nel profondo e che macchia la coscienza della sempre-vergine Europa e della religiosissima Israele (proprio l'aspetto religioso della Nakba emerge dal capitolo 9 del libro).

Tanto sangue imbeve la terra Palestinese in quel 1948, solo tre anni dopo la fine della Shoah: sangue spesso innocente, inerme, di persone costrette alla fuga, di bambini uccisi a sangue freddo, di rappresaglie crude e volgari. Il Sionismo, l'ideologia dominante in Israele, è raccontato come forma di assolutismo che degrada le coscienze, che uccide, che mente: e la menzogna è ampiamente trattata dall'opera, la quale parla puntualmente di “memoricidio”. Cancellare una realtà, renderla fuorilegge; sembra di essere dinnanzi allo spettacolo del bispensiero di Orwell, solo più vero, più pazzo.

Nomi, cognomi, descrizioni dei criminali; ma anche delle vittime laddove la documentazione storica lo ha permesso. Questo libro sa rispondere a molte domande, apre la porta dietro cui decenni di bugie hanno celato un momento essenziale per la comprensione della politica internazionale: chiunque, sia egli o meno politico, in occidente, prima di parlare della violenza come tratto distintivo della cultura islamica dovrebbe esitare come in bilico su un burrone. Stesso discorso vale per coloro i quali insistono a chiedere il richiamo, nella Costituzione Europea, delle radici Giudaico-Cristiane dell'Europa.

Dinnanzi alla fine di un popolo, quello Palestinese, ed alle colpe senza confini di Israele e degli Israeliani; dinnanzi all'incapacità dei vicini paesi arabi di fare fronte comune a difesa di un popolo condannato a soccombere; dinnanzi alla vergogna del silenzio dell'Inghilterra, reggente, per mandato, della Palestina negli anni in cui si consuma la tragedia;

ecco, davanti alla piccolezza della coscienza umana, la storia che Pappé ci racconta serve a costruire un muro, la nostra coscienza, eretta contro qualsiasi ideologia che giustifichi la violenza, la morte, la pulizia etnica.

Carlo Antonio Burattini
www.ideesupposte.net


Dati sul libro
Autore: Ilan Pappé
Titolo: La Pulizia Etnica della Palestina
Editore: Fazi Editore
Collana: Le Terre
Codice ISBN: 978-88-8112-908-9
Prezzo: 19€
Pagine: 360 circa
Extra: Tabelle e mappe del territorio palestinese, pagine centrali con foto originali dell'epoca.

 



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Commenti 

 
0 #1 whiteheart 2009-10-21 21:28
Ancora non lo leggo. Da domani avrò un po' più di tempo e quindi alla prossima riunione me lo prendo in prestito!
Ottima recensione di un ottimo libro secondo me.
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